Barzio (Lecco)

Medardo Rosso (Torino 31 giugno 1858 -Milano 31 marzo 1928)

1928: il figlio Francesco Rosso ereditò le opere contenute negli ateliers di Parigi e di via Solferino a Milano.

Promosse l’immagine artistica del padre offrendo a diversi musei le sculture più rappresentative.

Decise di fondare a Barzio (Lc), luogo di ricordi di vacanza trascorsi in compagnia della madre, sculture, disegni, fotografie e scritti conservati negli ateliers paterni.

Medardo Rosso, esponente di spicco della corrente artistica milanese della “Scapigluatura”, arrivò nella Parigi degli impressionisti divenendo uno dei più importanti scultori del XX sec.

Maestro di immagini instabili, plasmò, con rapidità bruciante, un’apparente fugace apparizione ottenendo un risultato d’illusoria trascuratezza finale.

Bronzo e cera: sono le sue materie con cui catturò la magia del fremito della vita.

Ne trattenne l’esistenza mutandola nel mutare della luce.

Parti’ dal sensibile, dalla somiglianza e arrivò alla visione finale dell’ “incerto”.

Usò la cera perché legata al fuoco che consuma il tempo: fermo’ la scultura, fugace apparizione, prima del “finito”, emozionando lo spettatore perché disorientato dalla sorpresa.

Affermava che “la natura ama nascondersi” e che la sua arte, fluida come la vita, doveva essere vissuta senza coordinate precostituite.

Le foto esposte, presso il museo di Barzio, sono sfuocate, mosse, tagliate, volutamente macchiate e riprese con biacca e sottolineate con la matita: sono opere d’arte vissute dalle impressioni di un uomo che respirò la luce.

L’arte di Medardo Rosso non è fatta per superare il tempo ma per contemplarlo

Finisce la vita, inizia l’Arte.

Carlo Maria Pelatti